16 agosto 202611 min di lettura
Cosa controllare quando compri un'auto usata: la lista che puoi usare da solo
Una checklist pratica per l'appuntamento con il venditore: documenti, carrozzeria, gomme, motore a freddo, prova su strada. E le sei cose che da solo non puoi controllare.

Questa è la lista che usiamo anche noi nella prima mezz'ora di un'ispezione. È scritta perché tu la possa usare da solo, senza strumenti, all'appuntamento con il venditore. Alla fine trovi le sei cose che con questa lista non riuscirai a controllare — non per venderti qualcosa, ma perché sapere dove finisce il tuo controllo è parte del controllo.
Portati con te: una torcia (va bene il telefono), un fazzoletto di carta bianco, e mezz'ora di calma.
Prima di muoverti: tre domande al telefono
Risparmiano il viaggio nella metà dei casi.
- «L'auto è intestata a lei?» Se la risposta è no e non c'è un mandato a vendere, il passaggio di proprietà diventa complicato. Meglio saperlo prima di fare cento chilometri.
- «Ha il libretto e il certificato di proprietà?» Se non li ha, chiedi perché. Le risposte plausibili esistono, ma la domanda va fatta ora.
- «Posso vederla a motore freddo?» È la domanda più importante di tutte, e spiego subito perché.
Insisti sul motore freddo
Un motore già caldo nasconde quasi tutto: fumo allo scarico, rumorosità all'avviamento, difficoltà di partenza, spie che si accendono e poi si spengono. Se arrivi e trovi il motore tiepido, non è necessariamente malafede — ma è un'informazione che hai perso.
Se ti accorgi che l'hanno scaldato, non fare una scenata: chiedi di poter tornare, oppure di lasciarla spenta un'ora e riprovare. Un venditore tranquillo non ha motivo di rifiutare.
I documenti: cinque minuti, prima di tutto il resto
Si comincia da qui perché se qualcosa non torna sui documenti, il resto non serve.
- Corrispondenza targa e numero di telaio. Il telaio è punzonato sulla scocca e riportato sul libretto: devono coincidere. Controlla che i caratteri siano regolari, alla stessa profondità, senza segni di ripunzonatura.
- Chi vende è chi è intestato. Confronta il documento d'identità con il libretto.
- Certificato di proprietà. Senza, il passaggio non si fa.
- Revisione in corso di validità. La prima scade dopo quattro anni dall'immatricolazione, poi il controllo si ripete ogni due anni.
- Corrispondenza con l'annuncio. Allestimento, anno, alimentazione, potenza. Capita più spesso di quanto pensi che l'annuncio descriva una versione diversa.
- Libretto di manutenzione e fatture. Non basta che ci sia: leggilo. Confronta i chilometri riportati sui tagliandi con quelli attuali e verifica che la progressione abbia senso.
La carrozzeria a occhio nudo
Non hai lo spessimetro, ma quattro cose le vedi comunque. Guarda l'auto da lontano, poi accovacciati all'altezza di un faro e guarda lungo la fiancata a luce radente: i difetti di planarità saltano fuori così, non frontalmente.
- Le luci fra i pannelli. La distanza fra cofano e parafango, fra porta e porta, deve essere uguale a destra e a sinistra e costante per tutta la lunghezza. Una fessura che si allarga verso un'estremità è il segno più affidabile di uno smontaggio.
- La grana della vernice. Un pannello riverniciato ha una texture leggermente diversa, visibile inclinando lo sguardo. Guarda anche il colore in ombra e in luce: le differenze si vedono meglio all'ombra.
- Le viti delle cerniere e dei parafanghi. Se la vernice sulla testa della vite è scheggiata o il metallo è segnato, quella parte è stata smontata.
- Le guarnizioni e i bordi. Overspray, cioè tracce di vernice dove non dovrebbe essercene — sui gommini, dentro il vano porta, sulle plastiche nere — significa che qualcuno ha verniciato lì.
- Il fondo del baule e il vano ruota di scorta. Sollevalo. Le pieghe della lamiera devono essere regolari e la vernice originale. È il posto dove un urto posteriore lascia i segni che nessuno rifinisce.
Gli pneumatici raccontano l'assetto
- Il battistrada. Il limite di legge è 1,6 mm, ma sotto i 3 mm la tenuta sul bagnato cala parecchio: sono quattro gomme da mettere in conto.
- Il codice DOT sul fianco: le ultime quattro cifre indicano settimana e anno di produzione. Una gomma di sette o otto anni va sostituita anche se il battistrada sembra buono, perché la mescola si indurisce.
- L'uniformità. Quattro gomme di marca e misura diverse su un'auto sono un indizio di gestione al risparmio, e a volte di qualcosa di più.
- L'usura irregolare. Consumo solo sul bordo interno o solo su quello esterno significa assetto fuori registro, o qualcosa di più serio nelle sospensioni. È il difetto che più spesso si scopre dopo l'acquisto.
Il vano motore, con il fazzoletto in mano
- L'olio. Estrai l'astina, pulisci, reinserisci, estrai di nuovo. Il livello deve essere fra i due segni. L'olio nero è normale su un diesel; l'olio che sembra caffelatte non lo è mai.
- Le perdite. Guarda sotto l'auto prima di spostarla e poi controlla il punto dove era parcheggiata. Una macchia fresca è un'informazione, un alone secco un'altra.
- Il liquido di raffreddamento. Livello nella vasca e colore limpido. Tracce oleose nella vasca sono un segnale da prendere sul serio.
- La batteria e i cablaggi. Morsetti puliti, nessuna corrosione biancastra, nessun cavo aggiunto a mano.
- Le tracce di smontaggio. Bulloni con la vernice segnata, fascette nuove su un motore vecchio, una zona molto più pulita del resto: significa che lì qualcuno ha lavorato. Non è per forza un male, ma vale una domanda.
L'abitacolo: cerca le incoerenze, non lo sporco
Il punto non è se l'auto è pulita. Il punto è se l'usura è proporzionata ai chilometri dichiarati.
- Pedali, pomello del cambio, corona del volante e bordo del sedile di guida sono le quattro superfici che si consumano per prime. Un volante lucido su un'auto da 60.000 km è una contraddizione.
- Le spie all'accensione. Gira la chiave senza avviare: devono accendersi tutte, comprese quella dell'airbag e quella del motore. Se una non si accende, potrebbe essere stata disattivata perché segnalava un guasto.
- L'odore. Muffa e umidità significano infiltrazioni. Solleva un angolo della moquette, soprattutto sul lato passeggero e nel baule: se è umida sotto, cerca da dove entra.
- Prova tutto. Alzacristalli, climatizzatore in freddo e in caldo, sedili riscaldati, telecamere, sensori, tetto apribile. Sono tante piccole spese che sommate diventano una grande spesa.
La prova su strada: cosa ascoltare
Chiedi di guidarla tu, non farti accompagnare in un giro dimostrativo. Spegni la radio.
- All'avviamento a freddo, ascolta i primi dieci secondi. Rumori metallici che poi scompaiono non sono normali.
- In frenata, da una velocità media e su strada libera: l'auto deve fermarsi dritta, senza vibrazioni al pedale o al volante.
- A mani leggere sul volante su un rettilineo: se tira da un lato, l'assetto non è in ordine.
- Sulle buche, ascolta i tonfi. Un colpo secco a ogni asperità è un silent block o un ammortizzatore.
- Il cambio, in tutte le marce e anche in retromarcia. La frizione va provata in salita, con l'auto quasi ferma: se il motore sale di giri e l'auto non avanza, la frizione è a fine corsa e sono diverse centinaia di euro.
- A velocità diverse, cerca le vibrazioni. Quelle che compaiono solo in una fascia di velocità sono di solito equilibratura o semiassi.
Le sei cose che da solo non puoi controllare
Questa lista, fatta bene, ti evita gli errori più grossi. Ma ci sono cose che non dipendono dall'attenzione: dipendono dagli strumenti.
- Lo spessore della vernice. A occhio distingui una riverniciatura fatta male. Una fatta bene si vede solo con lo spessimetro, che misura in micron pannello per pannello.
- Gli errori nelle centraline. Un guasto può essere in memoria senza spia accesa. Si legge solo collegando uno strumento di diagnosi alla presa OBD — e si vede anche se la memoria è stata azzerata di recente, che è un'informazione a sé.
- I chilometri registrati nelle centraline. Sono in più unità di controllo, ed è molto più difficile allinearle tutte che ritoccare il quadro strumenti.
- Il sottoscocca. Corrosione strutturale, protezioni mancanti, cuffie dei semiassi: senza ponte sollevatore non si guardano, punto.
- La struttura portante. Longheroni, duomi, montanti, e soprattutto se le saldature sono originali o rifatte. È la differenza fra un danno estetico e un danno che compromette il comportamento dell'auto in un urto.
- Lo spessore residuo di dischi e pastiglie. Si misura, non si stima a occhio attraverso il cerchio.
Sono anche, non a caso, le sei aree dove si concentrano le spese impreviste dei primi mesi.
Il resto lo controlliamo noi
Un tecnico indipendente va dal venditore, verifica oltre 140 punti con spessimetro, diagnosi e prova su strada, e ti manda il report entro 24 ore con il costo stimato di ogni intervento. Al venditore ci parliamo noi.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per fare questi controlli?
Fra i venti e i quaranta minuti se il venditore è disponibile. Se ti mette fretta, è un'informazione anche quella.
Il venditore può rifiutarsi di farmi guidare l'auto?
Può, ed è una richiesta legittima da parte tua. Se rifiuta, di solito il motivo è assicurativo e va verificato: in quel caso chiedi almeno che guidi lui mentre tu ascolti.
Se compro in concessionaria posso saltare questi controlli?
No, ma cambiano di peso. La garanzia del rivenditore interviene sui problemi che emergono dopo l'acquisto, quando l'auto è già tua e il prezzo è già pagato. Sapere prima cosa c'è ti serve comunque per trattare.
È maleducato controllare l'auto così a fondo davanti al venditore?
Stai per spendere diverse migliaia di euro. Un venditore serio si aspetta che tu controlli e spesso apprezza: significa che sei un compratore vero e non un perditempo.